Come comunicare nel periodo del Covid19.

In un periodo anomalo e decisamente instabile come quello che stiamo vivendo, causa pandemia del Coronavirus, si tende necessariamente a indirizzare ogni tipo di attenzione verso gli sviluppi della situazione sanitaria ed economica della propria comunità cambiando drasticamente il nostro fare giornaliero.

Il nostro lavoro, i nostri progetti e le nostre aspettative sono stati travolte dai blocchi governativi che hanno influenzato il nostro ordinario guadagno e di conseguenza stanno obbligando a mutare i metodi comunicativi e promozionali della propria azienda.

A causa di un’inevitabile incertezza riguardo tempi e modi di ripartenza del settore economico, il pubblico, che prima poteva considerare rilevante l’acquisto di un prodotto di un brand d’abbigliamento o di un apparecchio elettronico, quasi improvvisamente si ritrova a cambiare le proprie necessità e a focalizzare l’attenzione su quello che sono le spese per i bisogni primari e non più per quelle, ora, considerate accessorie.

Cosa fare quindi? Partiamo innanzitutto da quello che non bisogna fare.

Non per forza il brand deve comunicare riguardo la pandemia e dire la propria opinione. Non è interessante per il pubblico che un brand che si è sempre occupato d’altro, snoccioli numeri, statistiche e pensieri. Non è coerente con l’identità del brand finora costruita.

Se non sappiamo cosa dire, meglio non dire niente.

Come ci muoviamo allora?

La prima cosa da fare è studiare il nostro target e capire quanto sia importante il nostro prodotto, per il cliente in questo momento. A questo punto, si hanno due strade da seguire: o investire in un piano promozionale diretto alla vendita se il mio prodotto o servizio è considerato necessario avendo logicamente meno concorrenza, o investire in tutte le attività di crescita del brand, investire nel branding.

Come investire nel brand? Creando contenuti, consolidando il rapporto fino ad conquistare fiducia (trust) da parte del proprio pubblico.

Individua i valori, rendi partecipe il pubblico e raccontali.

Ottimizza il sito web per catturare l’attenzione del cliente dopo una ricerca casuale o voluta.

Sii presente e crea contenuti originali e con costanza nei social media.

Quando questo periodo così difficile finirà, sarà fondamentale farsi trovare pronti.

Facciamo due esempi, con un brand che vende un bene necessario come una catena di supermercati (GDO) e con un brand che si posiziona come brand di prodotti accessori come una marca di abbigliamento.

Pensiamo alla Coop, catena di supermercati con un brand nazionale forte. La spinta non si basa sulla ricerca di attirare il cliente al proprio negozio, perché chiaramente il cliente è concentrato nell’acquisto di beni di prima necessità. L’obiettivo è quindi quello di trasmettere una vendita affidabile e sicura dando segnali positivi e costruttivi.

Ragioniamo invece riguardo alla campagna utilizzata da Nike, brand in questo momento assolutamente accessorio. Per quanto le campagne siano sempre indirizzate alla vendita del prodotto, stanno convergendo verso il coinvolgimento del pubblico tramite challange con i loro testimonial. Si può essere campioni anche stando a casa.

 

 

Fonte: Coop

Fonte: Nike

 

È un po’ come prepararsi per un difficile esame di matematica… solo chi si applicherà nello studio e nella pratica degli esercizi sarà pronto ad affrontare il compito.

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